Ieri il secondo Consiglio Regionale in videoconferenza. Marello: «Servono dispositivi di protezione e la campagna dei tamponi nelle strutture deve iniziare».

Si è tenuto ieri il secondo Consiglio Regionale piemontese in videoconferenza. In mattinata il Presidente della Regione Alberto Cirio e l’Assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi hanno riferito comunicazioni in merito all’emergenza Coronavirus e ai loro interventi sono seguiti quelli di Assessori e Consigliere.

In chiusura del Consiglio Regionale il Consigliere Maurizio Marello (Pd) è intervenuto per alcune valutazioni.

In primo luogo ha ricordato l’importanza di non distogliere l’attenzione dal presente: «I dati degli ultimi giorni indicano una leggera discesa nel numero dei contagi ma questo non deve distrarci dal fatto che l’emergenza sia ancora forte», ha detto, «Così come chiediamo ai cittadini di continuare a rimanere in casa e di rispettare le regole, allo stesso modo noi politici, impegnati a vari livelli a gestire la crisi, dobbiamo evitare eccessive fughe in avanti nel tempo. Tralasciamo le polemiche che vanno messe da parte e lo dico soprattutto ai colleghi di maggioranza: siamo tutti sulla stessa barca, con un mare profondamente in tempesta, vi saranno tempo e modi per fare valutazioni e dare giudizi quando l’emergenza sarà passata».

Ha proseguito il Consigliere: «Soprattutto dobbiamo concentrare la nostra attenzione sui problemi sanitari odierni, ad esempio la carenza grave di dispositivi: mi chiedo come possiamo dare speranza ad operatori sanitari, medici, Rsa se le strutture mancano di tute, mascherine e dispositivi in genere. Sono questi i temi cui siamo chiamati a rispondere. Con lo stesso punto di vista dovremmo osservare la questione dei tamponi: non entro nel merito se sia giusto o meno sottoporre a test soltanto i sintomatici o se sia migliore la politica adottata dal Veneto che ha scelto di puntare sui tamponi a tappeto. Certo è che laddove viene effettuato un numero maggiore di tamponi, i decessi risultano in numero minore e ci sono meno ricoveri. Un fatto innegabile è che cittadini, medici, Rsa ci richiedono i tamponi, chi è esposto ce li chiede. Non basta che li annunciamo, dobbiamo iniziare a farli».

In seconda battuta il Consigliere ha riflettuto sull’intervento odierno del Presidente Cirio che ha parlato di una richiesta al Governo di poteri straordinari per rilanciare l’economia piemontese. «Non mi sento di condividere l’espressione “poteri straordinari” che certamente oggi è molto in voga e può essere suggestiva per chi l’ascolta. Ritengo più opportuno parlare di “procedure straordinarie”: alleggerire la burocrazia di alcuni provvedimenti può essere davvero d’aiuto».

Se qualcosa il Covid- 19 ha insegnato è certamente quali siano le priorità dell’Italia: «Questa esperienza ha insegnato come il Paese non possa avere 20 organizzazioni sanitarie differenti. Occorrerà lavorare affinchè il Sistema Sanitario Italiano non debba più subire tagli e sia omogeneo, meno disgregato e variegato tra le regioni, assistendo tutti i cittadini allo stesso modo – ha concluso Marello – Credo che questa sarà materia di riflessione in tempo di pace, oggi però siamo ancora in tempo di guerra e non possiamo permetterci di abbassare la guardia».

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