Carenza di Operatori Socio Sanitari (OSS) in Piemonte: il Consigliere del Partito Democratico Maurizio Marello interroga la Giunta regionale sui provvedimenti da prendere.  

Nel corso della seduta odierna del Consiglio Regionale il Consigliere Maurizio Marello ha presentato una interrogazione a risposta immediata avente come oggetto la carenza di Operatori Socio Sanitari (OSS) in Piemonte.

«La questione del numero insufficiente di Operatori Socio Sanitari è sentita da diversi anni nella nostra regione e risulta, se possibile, sempre più preoccupante», ha spiegato il Consigliere. «La figura professionale dell’OSS è importante dal momento che si occupa di offrire una cura costante e quotidiana della persona, assistendola negli ospedali, nelle residenze per anziani e disabili e a domicilio. A seguito dell’approvazione della legge 3/2018 (il DDL Lorenzin), la figura dell’OSS è stata riconosciuta come professione sanitaria, al pari di quelle dell’assistente sociale e dell’educatore professionale; ciononostante è tuttora mancante di un profilo contrattuale specifico, così come lamentano le organizzazioni sindacali” ha ricordato Maurizio Marello.

«L’oggettiva carenza di OSS è strettamente legata a quella di percorsi di formazione adeguati. Com’è noto per conseguire la qualifica di OSS è necessario partecipare a corsi di 1000 ore attivati in Piemonte con modalità pubbliche e gratuite e organizzati da agenzie di formazione professionale. Il numero dei corsi, però, è stato ridotto notevolmente nel tempo a causa dei tagli alle spese di formazione e oggi non è assolutamente sufficiente per rispondere alla reale domanda di operatori e alle potenzialità della professione», ha spiegato ancora il Consigliere del PD.

Marello ha poi riportato un dato relativo all’Asl Cn2: ad Alba, nell’anno scolastico 2017-2018, sono stati formati 25 OSS a fronte delle 287 domande presentate.

In conclusione il Consigliere ha chiesto alla Giunta e agli specifici assessorati quali provvedimenti si intendano prendere riguardo a tale problematica che tocca molte famiglie e soprattutto non consente alle strutture ospedaliere e residenziali di lavorare a pieno regime non potendo disporre di personale sufficiente.

L’Assessore Roberto Rosso, intervenuto riportando la risposta dell’Assessore Elena Chiorino, delegata alla Formazione Professionale, ha approfondito la questione dei corsi:  «L’attuale programmazione triennale della formazione per il Mercato del lavoro prevede l’attivazione, per ciascun anno formativo, di 56 corsi per la formazione di OSS (36 su Città Metropolitana e 20 sul resto del territorio piemontese), finanziati con risorse del Fondo Sociale Europeo, per un totale di 5.556.000 di euro di risorse investite e un inserimento complessivo di qualificati sul mercato del lavoro piemontese di oltre 3500 unità. Il Piemonte vincola il finanziamento dei corsi ad accordi con gli enti gestori dei servizi socio- assistenziali (consorzi di Comuni) in modo che la formazione tenga conto dei bisogni reali dei rispettivi territori», ha illustrato l’Assessore. «Oltre ai corsi già programmati e avviati», ha proseguito, «è sempre possibile che le agenzie formative accreditate richiedano, anche su sollecitazione delle strutture assistenziali, l’autorizzazione di percorsi finanziati da fonti diverse da quelle comunitarie (come i fondi interprofessionali e con finanziamenti terzi o anche autofinanziati dalle medesime strutture) a patto che rispettino standard previsti».

«L’amministrazione regionale», ha concluso l’Assessore, «intende verificare tutte le possibilità di incremento dell’offerta formativa sull’intero territorio regionale, nella consapevolezza che le risorse ad esso dedicate dalla programmazione del Programma Operativo Regionale FSE 2014-2020 attuale e futura debbono correlarsi con le altre richieste di specifica qualificazione avanzate dagli altri settori produttivi della nostra Regione. Ciò non toglie che la Regione sia consapevole della necessità di queste figure professionali e che cercherà di ottimizzare le risorse a disposizione per incrementare la formazione di questa e di altre professionalità richieste dal mercato del lavoro».

 

 

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4 Risposte

  1. Delfina ha detto:

    Ci sono le Infermiere Volontarie CRI formate con 2 anni di corso e tirocinio in ospedale ben preparate che, in Piemonte, non sono riconosciute come OSS. Adeguatevi ad altre regioni d’Italia ed il problema e’ risolto.
    Cordiali saluti

  2. Silvia Gianolio ha detto:

    Buonasera, vorrei porre alla sua attenzione, l’articolo sotto stante. Purtroppo è da 13anni che non si adeguano i contratti per gli OSS i quali prendono in busta non più di 1100€ contando che si lavora nei festivi e nei fine settimana. È un lavoro gratificante emotivamente ma economicamente è frustrante.
    https://www.fpcgil.it/2019/09/17/sanita-privata-nota-unitaria-incontro-ministero-salute/

    • Maurizio Marello ha detto:

      Nel mio intervento ho evidenziato proprio il fatto che in Italia manchi una legge atta a regolamentare il profilo contrattuale della figura professionale degli Oss. Giustamente i sindacati da tempo lamentano questo e sottolineano una retribuzione insufficiente.
      Credo però che tale aspetto vada definito con una legge nazionale e non regionale…

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