Azienda Sanitaria Zero. Marello: «Troppi dubbi. La maggioranza sospenda il provvedimento».

https://www.aslcn2.it/ Ospedale unico di Verduno.

 La Commissione Sanità del Consiglio regionale ha tenuto questa mattina le consultazioni sulla proposta di legge che prevede la costituzione di una nuova grande azienda sanitaria regionale più nota come “Azienda Zero”.

I rappresentanti delle organizzazioni piemontesi dei medici e i sindacati hanno espresso forti perplessità su questa iniziativa proposta dalla Lega e quasi all’unisono hanno chiesto alla Regione di fermarsi. I principali motivi sono stati individuati nell’inopportunità di aprire la discussione in piena pandemia, nel rischio di svuotamento delle Asl e di accorpamento di quelle più periferiche, in una eccessiva centralizzazione della sanità allontanandola dai territori, nella necessità prima di dotare il Piemonte di un nuovo piano socio-sanitario.

In merito il consigliere Marello, che ha partecipato all’incontro, ha dichiarato: «La Lega invece di proporre la costituzione di una nuova Azienda sanitaria regionale con super manager, farebbe meglio ad occuparsi delle difficoltà a vaccinare i piemontesi. A ieri su 330 mila ultra ottantenni solo 170 mila sono stati vaccinati e nella settimana in corso molte persone si sono viste rinviare l’appuntamento per essere vaccinate. Non è il momento di parlare di una nuova azienda sanitaria, sarebbe più utile discutere di un nuovo piano socio- sanitario anche alla luce delle criticità che il sistema piemontese ha evidenziato durante questo anno di pandemia».

«Condivido poi – ha aggiunto Marello – le perplessità espresse dagli auditi questa mattina. Si rischia di marginalizzare le Aziende sanitarie Locali e i sindaci senza chiarire le relazioni tra i diversi attori della sanità regionale. Temo che l’introduzione dell’Azienda zero possa far sparire le Asl più periferiche, come la Cn 2 ( Alba-Bra) e determinare il loro accorpamento ad altre o quantomeno lo svuotamento di personale e competenze in favore di quella regionale. Insomma, si rischia una sanità più lontana dai territori e dai cittadini, mentre il Covid ha dimostrato la necessità opposta. Non vorrei che la Lega che ha proposto la nuova azienda pensasse di più a nuovi posti di potere che non all’efficienza della gestione sanitaria. Credo sia opportuno fermarsi e aprire un tavolo di confronto con gli addetti ai lavori, gli enti locali e i territori».

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