Alba: allo studio una campagna di comunicazione sul consumo responsabile delle bevande alcoliche.

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7 Responses

  1. enrico molino ha detto:

    Bene, è un ottimo segnale, sarebbe anche carino proibire certi slogan affissi alle porte di Alba dal tono: “GUIDA POCO CHE DEVI BERE”. Si tratta di una campagna privata pubblicitaria a mio avviso tutt’altro che goliardica, bensì di pessimo gusto che va’ in totale antitesi con le vostre iniziative in programma in tema di comunicazione sul consumo responsabile delle bevande alcoliche. Visto che i pessimi consigli sono spesso più seguiti rispetto ai buoni precetti sarebbe opportuno cercare di proibire pubblicità del genere e far diventare Alba una città dove non solo si possa accedere all’eccellenza enoica ma allo stesso tempo visitandola si possa ricevere un’educazione e una CULTURA al consumo responsabile ai massimi livelli. Solo così ne gioveranno tutte le categorie della nostra importante filiera.
    Cordialmente

  2. Morano Marilena ha detto:

    Questa è una buona cosa, ma oltre all’alcool, oppure insieme, sarebbe importante una campagna contro l’uso di droghe varie (pasticche e c.), che a quanto pare abbondano nelle discoteche..
    Sempre a proposito di discoteche e non solo, la musica ad alto volume provoca danni, a lungo andare irreversibili, sia sull’udito,sia sulle cellule celebrali.
    Questo non è farina del mio sacco, ma il risultato di seri studi medici.
    Questa settimana mi sono trovata a passare davanti al cortile della chiesa della Moretta. Un gruppo numeroso di bambini veniva accompagnato nei giochi da una musica veramente assordante.
    Questo è micidiale per la loro salute.
    Sarebbe bene che tuti gli educatori ne fossero a conoscenza prendendo così giusti provvedimenti.

  3. francesco cordero ha detto:

    Concordo pienamente con quanto scritto da Enrico Molino e aggiungo che un cartello come quello appeso all’ ingresso di Alba, che è un chiaro invito a bere, non tenga conto, anzi offenda, le tante famiglie che hanno fatto e fanno i conti con la piaga dell’alcol perchè un loro componente ne è vittima, e la lotta, la fatica impari(senza garanzie di successo) che bisogna fare per aiutarlo ad uscirne…
    Bisognerebbe avere uno sguardo meno miope ma più attento e consapevole delle realtà umane che ci circondano che sono veramente più complesse di come spesso le pensiamo.
    Semplificare troppo è sempre sinonimo di superficialità!
    Quel cartello non promuove il nostro territorio e il buon vino che si produce, ma in quell’affemazione che vuol essere simpatica, c’è un forta mancanza di rispetto per la vita!

  4. Antonio Capetta ha detto:

    Forse soltanto nella vecchia URSS ho sentito “carino proibire certi slogan affissi” di enrico molino, il che la dice lunga sul concetto di libertà che questo individuo conserva nel proprio cuore. Questo coincide perfettamente sulla mancanza assoluta di ironia e di spirito di certa gente (spirito che é la componente principale e sacra del vino), e che corrisponde alla tristezza grigia di tutti quei partiti socio-moralisti che vanno via via sempre di più allontanandosi dalla realtà e soprattutto dalla possibilità di governare questo mondo.
    Questo mondo di leggi fortemente ingiuste e di Governo Ladro che non ha altri mezzi per finanziare le sue follie che la ulteriore spremitura del cittadino, é l’antitesi di un mondo libero; ogni pattuglia porta a casa 100 mila euro sottratti (per buona parte) a della gente per bene, di ritorno da una cena a casa di amici, con due bicchieri di vino, o da un ristorante ad un’ora non più tarda della mezza. Questa é la realtà: lo stato che fà il moralista soltanto dove gli conviene, in un mondo di pornografia dilagante, ladri impuniti, truffatori in divisa, processi ventennari, il compagno Molinosky se la prende con un cartello.
    Nessun alcolizzato beve vino, tantomeno il vino della Langhe: con 2 euro si comprano un litro di grappa che ti manda in orbita per tutto il giorno: questo bevono gli alcolizzati. Su quel cartello c’era scritto “difendiamo il vino” o qualcosa del genere.
    Consiglio per il grigio Molino: fatti un bicchiere di vino in compagnia e pensa che l’offesa alla vita sei tu, che vorresti “carino proibire” la libertà degli altri. Di questo passo si torna in URSS, ma sappiamo com’é andata a finire laggiù. Meglio provare a costruire un mondo migliore dove non si deve aver PAURA dela VITA.
    Abbasso le proibizioni.

  5. enrico molino ha detto:

    cosi di primo acchito il pensiero espresso da Antonio Capetta è piuttosto offensivo. Mi riservo di leggerlo meglio e fornire un’opportuna risposta che mi permetto già di anticipare: non ti puoi permettere nenache lontanamente di pensare cosa possa avere dentro il mio cuore! Aggiungo che questo blog non mi pare assolutamente la sede opportuna per sferrare attacchi personali…

  6. enrico molino ha detto:

    Caro Capetta, ti faccio un gioco: io ti faccio una domanda e nel frattempo ti anticipo la mia risposta, cosi magari ci proviamo a capire (sempre tu voglia provare a fare codesto sforzo)
    Capetta cos’è la libertà per te?
    Io non me la prendo con un cartello, me la prendo con un sistema ormai comune ahimè a minimizzare ogni atto, con la scusa di rendere tutto spirito o effimero, è troppo semplice non prendersi mai un pochino di responsabilità Non si può scherzare su tutto… Le proibizioni non sono la strada giusta, ma il buon esempio da qualcuno va’ ancora dato. La libertà è un bene prezioso quanto l’aria, non bisogna sporcarla, perchè se no ci rimettiamo tutti.

    Capetta perchè non ti piacciono le regole e leggi sputi in faccia alla polizia?
    Le leggi in vigore in materia di guida e alcool sono coerenti con la normativa europea, ed hanno già dimostrato alcuni effetti positivi diminuendo il numero dei morti causati da guidatori sotto l’effetto dell’alcool. I soggetti più a rischio non sono gli alcoolizzati che come dici tu vivono in orbita tutto il giorno, ma i giovani guidatori che si gonfiano sistematicamente nel fine settimana, spesso mischiando alcool e altre sostanze. La polizia fa solo (bene direi, visti i mezzi scarsi che possiede) il proprio compito di prevenzione e vigilanza. Il moralismo lasciamolo ad altri. Il vino delle Langhe va’ tutelato e promosso maggiormente, ma con intelligenza e non con biechi e poco utili slogan, assolutamente privi di spirito ma densi di cattivo gusto.

    Perchè senza neanche conoscermi personalmente mi denomini compagno molinosky, grigio, offesa alla vita?
    A questa domanda gradirei una tua risposta non essendo in grado poter rispondere…

    Mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensa altra gente su questo importante tema!
    Ciao

    Enrico Molino

  7. pippocervella ha detto:

    Io Penso che lo slogan “Guida poco che devi bere” vada preso per quello che è, cioè lo spot dell’agriturismo che lo ha promosso, una scelta “forte” che però si inserisce perfettamente nel sistema pubblicitario attualmente in voga, fatto di messaggi “violenti” elaborati con il solo intento di far parlare qualunquisticamente la gente.
    E infatti è così, chi ha ideato lo slogan ha raggiunto il suo scopo.
    Trovo fuori luogo ed improduttivo imbastire discussioni appesantite da insulti personali partendo da uno spot, da un’immagine, cioè sostanzialmente da “fuffa”.
    Basta guardare la strada e gli specchietti invece di alzare gli occhi al cielo e PUF…la reclame non c’è più!

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